Gli effetti biologici fondamentali del progesterone

 

Il progesterone durante il ciclo ovarico viene principalmente sintetizzato dalle cellule della granulaosa dell’ovaio, fino ad allora solo estrogenosecernenti, contestualmente all’ovulazione ed in rapporto al picco dello LH. Esso agisce sull’endometrio mediante:

 

·         una azione  antiproliferativa antagonista quella degli estrogeni (Lobo, R.A. 1992);

·         una preparazione dell’endometrio adeguata all’impianto embrionale attraverso a) effetti specifici sulle cellule stromali ( decidualizzazione); b) modificazioni strutturali e secretive delle cellule epiteliali luminali e ghiandolari dell’endometrio; c) effetti di modificazione strutturale e di portata sui microcircolo endometriale (Navot, D., et al. 1986, Bergeron et al,2000);

·         una azione tocolitica sull’endometrio ( riduzione della attività contrattile) (Bulletti C et al, 1993; Bulletti et al, 2000);

·         una azione inibitrice della embriotossicità materna verso il trofoblasto embrionale (Choi BC, et al,2000).

 

Nel corso del suo priming endometriale il progesterone produce un endometrio aumentato di spessore per la proliferazione delle sue cellule epiteliali, l’ aumento di volume delle sue cellule stromali (da stellate a globose, rotonde) l’ imbibizione edematosa della matrice extracellulare e la drammatica modificazione del microcircolo endometriale che, con l’aumento del calibro dei vasi e la formazione veri e propri laghi venosi , determina un aumento della trasudazione di liquido sulla superfice della cavità uterina ed una predisposizione alla vascolarizzazione rapida e avvolgente dell’ embrione immediatamente dopo il suo processo di invasione dell’endometrio stesso (fig 2-3). Queste modificazioni strutturali si accompagnano ad una produzione complessa ed articolata di fattori, prevalentemente proteici o glicoproteici, prodotti dalle cellule epiteliali, stromali e di derivazione trasudatizia dalla matrice extraxcellulare che vengono a comporre il terreno di coltura naturale che accoglie, nel lume della cavità uterina, gli embrioni per circa tre giorni prima dell’impianto, condizionandone quindi il successo e l’inizio della gravidanza. Tutte queste azioni sono modulate da un apporto appropriato, nei tempi e nelle quantità, di progesterone sull’endometrio dirette alla facilitazione  dell’impianto embrionale ed al supporto della gravidanza precoce nel periodo che segue l’impianto. Il progesterone viene fisologicamente prodotto prevalentemente  dal corpo luteo gravidico fino a circa la 8° settimana di gravidanza quando la sua produzione è di fatto sostituita da quella del trofoblasto placentare. Da qui le indicazioni utili, mimando la fisiologia, per trattamenti supplettivi od integrativi del progesterone proposti da alcuni autori: fino alla 8° settimana di gravidanza o, per gli effetti tocolitici, fino alla 12° quando il rischio abortivo scema considerevolmente. La quantità di recettori del P nelle cellule trofoblastiche intermedie delle pazienti che hanno aborto spontaneo è inferiore a quella rilevabile nelle donne che si sottopongono ad aborto volontario. Questo dato enfatizza il ruolo del progesterone nel sostegno delle gravidanze a rischio abortivo ( Hickman TN et al, 2002)

 

 

 

 

 

 

Fig 2a. Il ciclo ovarico ( in alto) con la produzione degli ormoni steroidei ovarici (al centro) ed il ciclo endometriale che ne consegue fino alla decidualizzazione seguente l’impianto. In basso i tre attori fondamentali della decidualizzazione e le loro modificazioni mudulate dal progesterone: le ghiandole, le cellule stromali, i vasi.

 

 

 

Fig 2 b. Architettura dei vasi endometriali. I vasi della zona functionalis si neoformano ciclicamnete in rapporto alla presenza di quantità adeguate di estrogeni e progesterone.(Annals of The New York acedemy of Science)

 

 

 

  

 

Fig3 La decidualizzazione dell’endometrio è il processo di preparazione ciclica dell’endometrio necessario per l’annidamento dell’embrione e per l’avvio della gravidanza. Essa è governata dal progesterone. Nella figura sono riportate uno schema del destino differenziativo delle cellule stromali con o senza l’apporto del progesterone ed una sequenza della stessa evoluzione in vitro delle cellule stromali. Il processo diffrenziativo si realizza fisiologicamente ogni ciclo mestruale fino allo stadio di predecidualizzazione (3) ma solo con l’impianto dell’embrione prosegue fino alla decidualizzazione compiuta ( 4). Il progesterone è il determinante necessario a questa differenziazione ciclica. Le cellule stromali dell’endometrio hanno origine da cellule mesenchimali indifferenziate (1) e si sviluppano in cellule stromali prima (2) e predeciduali (3) poi , preparando l’endometrio all’impianto dell’embrione ed in cellule deciduali (4) ad impianto avvenuto, partecipando alla “costruzione” della decidua gravidica.

 


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